La scoperta di Cesare Pavese e la traduzione di Fernanda Pivano
[…]
There’s a blind man here with a brow
As big and white as a cloud.
And all we fiddlers, from highest to lowest,
Writers of music and tellers of stories
Sit at his feet,
And hear him sing of the fall of Troy.
[…]
C’è qui un cieco dalla fronte
grande e bianca come una nuvola.
E tutti noi suonatori, dal più grande al più umile,
scrittori di musica e narratori di storie,
sediamo ai suoi piedi,
e lo ascoltiamo cantare della caduta di Troia.[1]
Introduzione
Non c’è nulla che io non abbia letto di Cesare Pavese ma in questo articolo parliamo di un libro di poesia americano che è stato molto caro a lui, tanto da ispirare Lavorare stanca. Pavese fu appassionato della letteratura americana fin dai tempi del liceo e considerava i suoi autori americani preferiti i padri della letteratura moderna. Nell’estate del 1926, fresco della licenza liceale, scrisse al suo ex-insegante di latino e italiano Augusto Monti della sua lettura delle Foglie d’erba di Walt Whitman, opera sulla quale quattro anni dopo avrebbe composto la sua tesi di laurea. Pavese non ha solo scoperto l’Antologia di Spoon River ma l’ha fatta conoscere anche al pubblico italiano tramite la traduzione di Fernanda Pivano pubblicata da Einaudi nel 1943 su sua iniziativa.